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Sostenibilità, un impegno concreto

divisore
Fin dalla sua creazione l’Opificio ha creduto nell’importanza di concepire e proporre prodotti sostenibili.

 

Precisamente, cosa facciamo?

Per la salubrità 

Per quanto riguarda salubrità e sicurezza di prodotto, l’azienda ha sempre mirato a superare le richieste dettate dalla legge di riferimento scegliendo di escludere completamente l’uso della formaldeide o dei metalli pesanti nei processi produttivi per salvaguardare sia i propri dipendenti che per l’utilizzatore finale

 

Per la lotta allo spreco
L’azienda ha scelto di proporre collezioni di tessuti e velluti che durino nel tempo, ovviando al concetto del rapido consumo di un prodotto e contro una visione consumistica.
L’azienda ha abbracciato il concetto dell’economia circolare e quindi della lotta allo spreco.
Una filiera produttiva corta e verticale aiuta a contenere consumi ed inquinamento dovuto alla logistica
Una attenta pianificazione della disponibilità di tutti i tessuti e velluti,  permette di ridurre gli sprechi.
L’up-cycling permette di dare nuova vita e valore alle eccedenze creando campioni, piccoli gadget o rispondere alle richieste di organizzazioni benefiche
Collezioni dalla lunga vita permettono di ovviare al consumismo eccessivo,
Il controllo di qualità potenziato riduce al minimo i resi. 

 

Riduzione dei consumi
Energia da fonti rinnovabili o a basso impatto ambientale, come il gas, e  gestione dell’acqua

 

Per la formazione 
l’Opificio, azienda “al femminile”, considera i propri collaboratori fondamentali,
in quanto portatori di valore  aggiunto e fonte di vantaggio competitivo, ai quali riconosce  il ruolo e lo spazio adeguato.  Per questo motivo offre ai propri dipendenti la possibilità di mantenere ed aggiornare le proprie conoscenze grazie alla frequentazione di corsi di formazione on line ed off line. 

 

Per le Pari Opportunità
l’Opificio sostiene da sempre il lavoro femminile 
ed è un’azienda che va incontro alle esigenze delle donne grazie all’organizzazione del lavoro che prende in considerazione un buon  equilibrio tra vita professionale e vita privata

Per l’Opificio la sostenibilità, prima ancora di essere esperienza imprenditoriale è un atteggiamento di buon senso e di stile di vita, un valore aziendale, questo, ampiamente condiviso internamente da tutti.

FORMALDEIDE

divisore
Da sempre scegliamo accuratamente solo le fibre che rispettano l’ambiente e la persona, per dare ai nostri clienti prodotti di alta qualità

 

Per questo motivo i prodotti l’Opificio non contengono la formaldeide, sostanza altamente tossica utilizzata nella produzione tessile come potente “antipiega”. Si tratta di una sostanza nociva, presente nelle nostre case a nostra insaputa, ma molto pericolosa per la nostra salute.

La formaldeide è la più semplice delle aldeidi. La sua formula chimica è CH2O o HCHO, il suo numero CAS è 50-00-0. In soluzione acquosa al 37% è commercialmente nota anche con il nome di formalina.

In questi termini può essere confusa con la definizione generica di una sostanza chimica di uso comune, la realtà è che è sì di uso domestico, ma con un altissimo tasso di tossicità sia per contatto che per inalazione.

L’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro, l’IARC, l’ha inserita sin dal 2004 nell’elenco delle sostanze considerate cancerogene per la specie umana: l’esposizione a quantità consistenti di formaldeide è infatti potenzialmente letale. Viene spontaneo pensare sia dunque bandita dal mercato ma purtroppo non è così.

La normativa ne impedisce l’utilizzo in larga scala permettendone l’impiego in bassi dosaggi non azzerando così il pericolo per la salute. Come potente battericida è abbondantemente presente nei disinfettanti domestici e in molti prodotti casalinghi, colle, resine, solventi, schiume isolanti, addirittura come conservante alimentare e, all’insaputa della maggior parte dei consumatori, proprio nella produzione tessile: si tratta di resine chiamate “antipiega” usate per migliorare le stabilità dimensionale dei manufatti.

Tali sostanze vengono infatti introdotte nelle fasi di finissaggio di tessuti cotonieri, e non solo, con lo scopo di ottenere effetti di stabilità e mano resi indispensabili dalle aspettative del mercato rimanendo, come detto, altamente nocive per l’uomo e l’ambiente.